20 Nov '14

naturaeanimali

Marina Galatioto, scrittrice, giornalista e blogger collabora con settimanali femminili di narrativa e con diverse riviste cartacee e online. Si occupa di social media e marketing per alcune aziende per cui cura anche le pagine Facebook e le campagne pubblicitarie.

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Aringhe, acciughe, sarde e company

acciughe

acciughe

Cos’hanno in comune aringhe, acciughe e sarde? Sono piccoli pesci d’acqua salata che rappresentano per molti paesi costieri una grande risorsa alimentare. 

La loro forma è idrodinamica. Il loro corpo è allungato e appiattito, coperto da scaglie e con pinne sviluppate. 

Della famiglia delle aringhe fanno parte anche le sarde e gli spratti.

Questi pesci sono diffusissimi, come dicevo, nelle acque costiere non troppo profonde di mari e oceani, sia in zone temperate che in quelle tropicali. Acciughe e aringhe però si possono trovare anche nei laghi o in corsi d’acqua dolce, come i fiumi ad esempio.

Si riuniscono e si spostano in banchi che possono arrivare ad essere formati anche da decine di migliaia di pesci. Questo comportamento, come si può ben immaginare attira l’attenzione dei predatori, che vedendo la massa di pesci si getta a capofitto nella mischia, certo di un pasto assicurato.

Aringhe e acciughe si nutrono di plancton, larve e piccoli crostacei e a loro volta sono cibo per pesci più grandi quali tonni e salmoni, ma anche di uccelli marini e mammiferi.

Senza le aringhe e le acciughe mancherebbe un importante anello della catena alimentare e, proprio per questa problematica, sono state adottate delle norme e leggi che regolano le aree e i periodi in cui la loro pesca è consentita.

Questo perchè con l’utilizzo delle moderne tecnologie per la pesca, in alcune aree lo sfruttamento di questa risorsa era stato davvero eccessivo.

Le femmine delle specie depongono fino a quarantamila uova che si depositano sul fondo. In genere avviene nei periodi caldi dell’anno.

Ci sono moltissime specie di aringhe, sarde e acciughe, che vivono in ecosistemi in punti differenti del globo: dall’Atlantico al Pacifico. Un paese che ha sempre pescato grandissimi quantitativi di acciughe è il Cile. Negli anni Settanta ne pescavano oltre dieci milioni di tonnellate e il peso medio di un esemplare è inferiore ai trenta grammi.

Ai giorni nostri, con problematiche climatiche e la pesca indiscriminata, questi quantitativi sono scesi drasticamente ripercuotendosi sulla popolazione della zona di cui il pesce era parte fondamentale della dieta.

photo credits | Wikimedia Commons/Jill Lenoble, Paul Asman

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Marina Galatioto, scrittrice, giornalista e blogger collabora con settimanali femminili di narrativa e con diverse riviste cartacee e online. Si occupa di social media e marketing per alcune aziende per cui cura anche le pagine Facebook e le campagne pubblicitarie.

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