11 Lug '13

naturaeanimali

Marina Galatioto, scrittrice, giornalista e blogger collabora con settimanali femminili di narrativa e con diverse riviste cartacee e online. Si occupa di social media e marketing per alcune aziende per cui cura anche le pagine Facebook e le campagne pubblicitarie.

1 Shares

Fiume e falde acquifere

fiume ticinoI

l fiume è ciò che prenderemo n considerazione oggi e di acqua si tratta. La pioggia, ma anche la neve, finiscono in gran parte nel mare, però è anche vero che entrambe cadono anche sulla terra, quindi che fine fanno?

Quella che cade sul suolo forma i fiumi e i laghi, oppure viene “bevuta” dalle piante, o ancora evapora o, in ultimo, finisce sottoterra. In questo caso se incontra rocce che le impediscono di fluire forma pozze d’acqua sotterranee che vengono chiamate falde acquifere.

A volte l’acqua ritorna in superficie e quel punto si chiama sorgente. Ce ne sono di diversi tipi. Per esempio se l’acqua si è arricchita di minerali, la sorgente sarà di acqua minerale, se invece esce calda, sarà acqua termale.

L’acqua che esce da una sorgente poi può scorrere e formare fiumi, ruscelli e torrenti di varia dimensione. I fiumi in genere hanno grandi dimensioni, specialmente se attraversano pianure, i ruscelli sono più piccoli. La differenza con un torrente è che quest’ultimo scorre in montagna e l’acqua si muove molto più velocemente.

Il luogo dove scorre il fiume si chiama letto e ha due rive, una da una parte e una dall’altra. Se cade molta pioggia in un tempo ravvicinato il fiume, o corso d’acqua si può ingrossare e uscire dal letto inondando i terreni circostanti.

I fiumi spesso si immettono in altri fiumi e per questo prendono il nome di affluenti, invece di scorrere direttamente verso il mare. Il punto in cui un fiume si getta nel mare si chiama foce e può essere a delta oppure a estuario.

La foce a delta è quando la corrente del mare è debole e non riesce a trasportare via tutti i detriti portati dal fiume e quindi si formano delle specie di isolotti o agglomerati di terra. La foce a estuario, invece, è aperta e ampia perchè le correnti trasportano via tutto.

scritto da marinagalatioto.com

photo credits |Arte ViolaV

About naturaeanimali

Marina Galatioto, scrittrice, giornalista e blogger collabora con settimanali femminili di narrativa e con diverse riviste cartacee e online. Si occupa di social media e marketing per alcune aziende per cui cura anche le pagine Facebook e le campagne pubblicitarie.

Related Posts

There is One Comment.

  1. Pingback: Le foreste pluviali, quaranta tipi differenti | Natura e Animali